Pablo Atchugarry a Palazzo Reale a cura di Marco Meneguzzo. Lo scultore uruguaiano che ha iniziato il suo percorso proprio a Lecco, crea per la Sala delle Cariatidi un “giardino all’italiana” progettato per seguire esattamente le proporzioni dell’ellisse e dei due cerchi del soffitto. L’andamento verticale delle sculture dialoga con le guglie del Duomo, le cromie dei marmi sono in continuità con l’intonaco e l’architettura della sala, gli specchi moltiplicano gli effetti di questa selva ordinata in cui aggirarsi con stupore e meraviglia in una vera esperienza immersiva. Prima di accedere alla mostra si attraversa un “atelier dello scultore” ricostruito.
La mostra vuole essere un punto di riflessione e un omaggio alla grande carriera di Pablo Atchugarry, scultore che con la sua notorietà internazionale, il curriculum delle esposizioni, la presenza nelle collezioni più importanti del mondo, e i suoi risultati di mercato planetari, costituisce il vero esempio di un artista che ha saputo concentrare nel suo lavoro il gusto globalizzato di tutti i collezionisti e gli esperti del mondo.
Un’attività che nell’ultimo ventennio si è concentrata su grandi sculture in marmo – tutte lavorate e scolpite personalmente - che ora, nell’ambito dell’ultimissima produzione, stanno lasciando il posto a delle riflessioni sempre sulle forme sinuose e lineari della natura, ma scavate direttamente nel legno o emergenti da tronchi di ulivi secolari. “Sono tanti i segreti. Una volta avevo scritto che il marmo ha una voce sottile e delicata, però se noi siamo attenti e abbiamo la pazienza di ascoltarla, essa ci racconta diversi segreti che potrebbero essere dei suggerimenti su come lavorarlo, o fino dove poter arrivare e quali sono i suoi limiti… Quindi in questa lettura, uno ha il compito veramente di ascoltare, per sapere che parte di superficie sceglierà, se veramente potrà togliere o lasciare, prima di poterlo fare concretamente. Quindi questi segreti significano entrare veramente nell’interiorità della materia ed è allora, che si respira, quasi all’unisono, con il ritmo segnato dal marmo. Quindi questo è un universo”. Afferma Pablo Atchugarry in un’intervista rilasciata nel 2006 e ripubblicata fra i testi in catalogo.  (Ingresso gratuito)
Nel pomeriggio sarà possibile visitare, individualmente e a pagamento, le varie mostre a Palazzo Reale. Proponiamo la mostra Le ninfee di Monet. Chi fosse interessato ce lo comunichi rapidamente (Tiziana Rota 3333236926, 0341 682442) e, nel caso si raggiungesse un numero sufficiente, possiamo provare a prenotare una visita guidata.
Il viaggio sarà in treno con partenza da Lecco alle 9.06 e arrivo a Milano Garibaldi alle 10,08. Abbiamo scelto un treno che effettua più fermate per non costringere tutti a venire a Lecco. Comunque ciascuno può raggiungere Milano con mezzi propri. L’appuntamento è alle ore 11.00 davanti a Palazzo Marino.
Tutti gli ingressi richiedono giustamente il green pass.