Cimiteri significativi

Lecco nella Route

I cimiteri storici di Lecco

Riconoscimento di Lecco nella "Route Europea dei Cimiteri Monumentali".
Incontro pubblico venerdì 10 giugno alle ore 18, nel salone consiliare

I cimiteri monumentali europei sono entrati fra gli itinerari culturali riconosciuti dal Consiglio d’Europa.
L’itinerario, che raggruppa 53 cimiteri in 18 Paesi e che comprende anche Lecco con il cimitero monumentale e il cimitero paesaggistico di Laorca, ha ottenuto tale riconoscimento in ragione della centralità dei cimiteri europei nel patrimonio dell’umanità e dell’importanza dell’opera di promozione e diffusione della conoscenza che vi si svolge.
Tale azione di comunicazione culturale è particolarmente significativa se si calcolano in oltre 5 milioni i visitatori che nel 2009 hanno passeggiato fra questi luoghi, sacri ed emozionali ad un tempo, e fra questi un numero crescente ovunque lo fa per interesse storico e artistico.

I 53 cimiteri, dislocati in 39 città (fra cui le italiane Genova, Roma, Firenze, Lecco, Parma, oltre che Parigi, Madrid, Valencia, Londra, Oslo, Stoccolma, Berlino e Varsavia), offrono infatti, con la loro varietà e complessa distribuzione geografica, un mosaico dei costumi cimiteriali e funerari maggiormente rappresentativi dell’Europa degli ultimi due secoli; ma soprattutto sono in grado di documentare la più recente storia, e storia dell’arte, europea, rivelando attraverso le loro opere, le sculture e la loro stessa collocazione urbanistica la cultura e l’identità, non solo religiosa, delle città in cui sono collocati.

L’interazione e la collaborazione fattiva fra i membri dell’itinerario faciliterà questo compito.
A tal fine il primo atto della neonata rete è stato quello di promuovere a Barcellona, il 13 e 14 gennaio scorsi, una doppia giornata di formazione sul tema "Memoria storica nei cimiteri europei. Patrimonio funerario e turismo culturale". Primi obiettivi l’edizione in più lingue di una guida comune, in formato cartaceo ed elettronico, e l’applicazione ai cimiteri dei più recenti sistemi di promozione offerti dalle nuove tecnologie informatiche e da
internet, come codice QR e social network.

In contemporanea si è svolta la prima riunione del comitato scientifico incaricato di supervisionare i lavori delle città partecipanti, composto da Mauro Felicori (Comune di Bologna), Javier Rodríguez Barberán (Università di Siviglia), Gian Marco Vidor (Max-Planck Institut di Berlino), Julie Rugg (Università di York), Madame Von Plessen, Jordi Tresserras (Università di Barcellona), José María de Juan (Università di Alcalá de Henares).

La città di Lecco ospiterà nella giornata di venerdì 10 giugno una delegazione del Comune di Bologna, guidata da Mauro Felicori, fondatore dell'ASCE, Association of Significant Cemeteries in Europe, di cui egli è stato presidente fino al 2007.

Dopo la visita ai due cimiteri Monumetali di Lecco, si terrà in Comune una riunione tecnico-programmatoria e alle 18, nella sala consiliare, incontro pubblico con i cittadini.
Interverranno:

  • Virginio Brivio, Sindaco di Lecco
  • Mario Moschetti, Assessore ai Servizi cimiteriali
  • Mauro Felicori, Direttore del settore Cultura e Rapporti con l’Università del Comune di Bologna, membro del Comitato Scientifico della Route Europea.
  • Tiziana Rota, Presidente Associazione "Amici dei Musei di Lecco" co-organizzatrice dell'iniziativa.

My Image
My Image
  • Lecco nell'ASCE

    Intervento di Tiziana Rota Presidente dell’Associazione Amici dei Musei del territorio lecchese al Convegno ASCE di Cagliari, 17 settembre 2010

    “Il ruolo dell’Associazione Amici dei Musei del territorio lecchese nella tutela e nella conservazione dei cimiteri cittadini”

    Fotografie di Anghileri Eugenio, Di Stefano Massimo, Pirovano Angelo

    La città di Lecco

    La città di Lecco, capoluogo di provincia è situata sulle sponde del lago di Como, ramo di Lecco, là dove il lago finisce e il fiume Adda ricomincia, ai piedi delle Prealpi lombarde.
    Alle sue spalle il monte Resegone incornicia quel paesaggio reso celebre dal romanzo storico “I Promessi Sposi “ di Alessandro Manzoni, che qui è ambientato.
    In particolare il borgo di pescatori Pescarenico è l’angolo pittoresco più ripreso dalla pittura di paesaggio dell’Ottocento.
    A Lecco lo scrittore Manzoni ha abitato la villa, che attualmente è sede del Museo Manzoniano.
    A Manzoni è dedicata la piazza centrale e il monumento.
    Stretta tra monti e lago, sul percorso che dalla pianura porta al Nord, in Svizzera e in Austria si è sviluppata, occupando anche indiscriminatamente il territorio, in un paesaggio che a lungo è stato una tappa del viaggio in Italia di tanti illustri viaggiatori.
    Ciò nonostante la città non ha mai sviluppato la sua vocazione turistica che solo ora sta scoprendo.
    Lecco è stata una città industriale orientata da sempre alla lavorazione del ferro e, per tutto il 1900, è stata sede di importanti industrie il cui marchio è famoso nel mondo. Badoni (carpenteria pesante - ponte sul Bosforo), Caleotto/Arlenico (siderurgia vergella e laminati), Fiocchi Munizioni, File/Leuci (lampadine elettriche), Icam Cioccolato per citarne alcune.
    Da qualche anno le industrie hanno lasciato la città al terziario, agli appartamenti, al commercio.
    E ora si sta scoprendo una nuova vocazione turistica legata al lago, alla montagna e ai segni della storia e dell’arte.
    La tradizione dell’alpinismo lecchese, nata sulle montagne attorno, si è poi allargata alle alte vette del pianeta, basti ricordare Riccardo Cassin, Carlo Mauri e i Ragni di Lecco per evocare storie di grandi spedizioni e scalate in tutto il mondo.
    Si sta ora pensando alla musealizzazione di questo patrimonio.
    Anche l’archeologia industriale, che caratterizzava la fisionomia della città, si è salvata solo virtualmente nel Museo virtuale dell’industria lecchese.
    Per quanto riguarda i segni della storia più antichi, le architetture medioevali e rinascimentali, sopravvivono brani della cinta muraria, la Torre Viscontea, i sotterranei della Basilica e poco più.
    In questo contesto di grandi trasformazioni purtroppo poco attente alla conservazione del paesaggio e della storia, diventava estremamente importante prendersi cura della tradizione scultorea monumentale concentrata prevalentemente nei cimiteri cittadini.
    In questo contesto di grandi trasformazioni purtroppo poco attente alla conservazione del paesaggio e della storia, diventava estremamente importante prendersi cura della tradizione scultorea monumentale concentrata prevalentemente nei cimiteri cittadini.



    Ruolo dell’Associazione Amici dei Musei del territorio lecchese

    L’Associazione Amici dei Musei del territorio lecchese, da me presieduta è nata nel 1991, con lo scopo di promuovere lo sviluppo e il coordinamento dei musei del territorio lecchese; la tutela, il restauro, la conservazione del patrimonio artistico e culturale. L’associazione promuove la conoscenza del patrimonio territoriale attraverso visite guidate, corsi, conferenze, concerti, mostre, ricerche e pubblicazioni .Associata FIDAM (Federazione Italiana Amici dei Musei) e associata ASCE dal 2002 Convegno di Bologna.
    Dal 2002 la nostra Associazione, Amici dei Musei del territorio lecchese , si è fatta carico di una battaglia per la conservazione delle sculture cimiteriali, che allo scadere delle concessioni, erano rimosse e disperse, con discontinue collaborazioni con il Comune di Lecco, proprietario e responsabile dei Cimiteri.
    Abbiamo iniziato nel 2002 con una conferenza pubblica e proiezione di immagini per documentare la ricchezza del patrimonio e denunciare l’incuria e il rischio di distruzione delle tombe.
    L’immagine da cui siamo partiti sono i frammenti di una tomba monumentale rimossa nel 1993 e abbandonata nei depositi esterni al cimitero. La dolente in bronzo ancora intatta è stata rubata nel 2006.
    Tra il 2003-2004 io, come storica dell’arte, ho realizzato, per conto del Comune di Lecco, un censimento di 302 tombe a terra di valore storico o artistico, quelle più in pericolo di rimozione.
    Ho messo appunto una scheda semplice informatizzata che ho compilato prevalentemente sulla base di sopralluoghi, attribuzioni, repertori di scultori, in assenza di un archivio dei cimiteri.
    Con il Comune di Lecco abbiamo pubblicato una guida al Cimitero Monumentale.
    Per la prima ed ultima volta ha avuto luogo un concerto e una visita nel cimitero.
    Le visite guidate nei cimiteri e nelle piazze, le conferenze su tematiche varie, gli articoli sulla stampa sono poi continuati a cura dell’associazione.
    Anche la ricerca e la catalogazione delle cappelle private è proseguita senza il supporto delle istituzioni, per giungere alla pubblicazione del volume Scultura all’aperto a Lecco e provincia, Tiziana Rota 2009 che organizza cronologicamente e criticamente il materiale catalogato, allargando il raggio di ricerca alla provincia. Con questa pubblicazione per la prima volta viene documentato e studiato il patrimonio scultoreo presente nelle piazze, nei giardini e in particolare nei cimiteri di Lecco e provincia, perché venga conosciuto e quindi tutelato.
    Il ricco materiale fotografico, documentario è organizzato secondo una lettura per singoli autori e per aree tematiche legate all’iconografia, dal neoclassicismo all’arte contemporanea, al fine di permettere una comparazione, cogliere le specificità, inserire in un contesto più ampio i singoli autori e le opere per leggerne lo sviluppo storico artistico.
    Nel frattempo alcune tombe pur documentate e pubblicate, sono state rimosse allo scadere delle concessioni, in base al regolamento vigente e all’esigenza di riutilizzo degli spazi per le nuove sepolture. Alcune sculture sono state provvisoriamente collocate nel giardino antistante il cimitero, altre dovrebbero essere nei depositi, altre collocate presso i privati.
    Sulla base di quanto prodotto e documentato abbiamo partecipato al progetto della Route Europea, sollecitati e appoggiati dal Presidente Asce Maria Luisa Yzaguirre, con la speranza di riuscire a coinvolgere il Comune di Lecco, non come controparte, ma come promotore del proprio patrimonio.



    Il Cimitero Monumentale

    Il Cimitero Monumentale è stato inaugurato il 6 agosto 1882. Sorge nell’area tra il vecchio cimitero e il torrente Gerenzone, in via Parini a Lecco, poco distante dalla Basilica di S. Nicolò, appena fuori le antiche mura che delimitavano e difendevano l’antico borgo a lago.

    Architetture:

    Il progettista, Ing. Enrico Gattinoni, ha previsto una struttura ortogonale dei viali che definisce 4 campi destinati alle sepolture comuni (3 adulti, 1 fanciulli inferiori a 10 anni). Ai bordi sepolture private temporanee e, aderenti ai muri di cinta laterali, 180 sepolture perpetue.
    Sul lato di fondo una cappella ottagonale sormontata da cupola a padiglione a carattere di oratorio centrale e cappelle per sepolcri di famiglia a pianta rettangolare, comunicanti l’una con l’altra attraverso un deambulatorio.
    Il bel porticato in stile neogotico racchiude tutt’ora su tre lati il cimitero e rappresenta un’elegante eccezione nel dominante stile neoclassico dell’architettura cimiteriale.
    Con l’incorporazione dell’area del vecchio cimitero nel 1901 è costruito l’atrio d’ingresso e la facciata che comprende anche l’ufficio del custode, la camera mortuaria e per i servizi di necroscopia. Il progetto è affidato all’Ing. Cesare Mazzocchi di Milano, che sceglie di non adeguarsi allo stile neogotico ma di proporre un liberty nella sua versione archeologizzante, emergente in quegli anni.

    Le sculture:

    A cavallo tra Ottocento e Novecento le famiglie della borghesia lecchese hanno commissionato sculture ad affermati artisti le cui opere arredano, oltre alle piazze di Lecco, le piazze di Milano del suo Cimitero Monumentale.

    Francesco Confalonieri, protagonista indiscusso, presente in numerose cappelle, in monumenti terranei e nelle piazze di Lecco, che sviluppa qui il suo versante classicista. Le sue figure allegoriche o angeliche, venate di simbolismo mantengono riferimenti veristi di impronta romantica, senza mai cadere in fredde formule accademiche.
    Nel primo scorcio del Novecento C. Da Nova lascia un’allegoria del tempo ammonitore, artisti anonimi splendide figure dalla linea sinuosa del liberty o decori simbolici come questa colonna spezzata.
    Marmi, bronzi classici come questo Guerriero a riposo di Francesco Modena o di forte simbolismo come in queste rappresentazioni dell’anima rapita, o di vivace realismo come in questo bambino di Angelo Montegani.
    La seconda metà del Novecento vede protagonisti gli artisti lecchesi o d’adozione, tra questi cito solamente Giuseppe Mozzanica che per oltre 50 anni popola di figure, bassorilievi, ritratti i cimiteri di Lecco con la purezza delle linee rigorosamente neoclassiche.
    Se nella seconda metà del secolo i soggetti religiosi sono sempre più frequenti, il tema prevalente e quello della dolente, dalla progressiva femminilizzazione dell’angelo agli splendidi ritratti femminili.
    Artisti lontani dallo sperimentalismo novecentesco che hanno cercato infinite variazioni plastiche, iconografiche e materiche nell’ambito della tradizione classica.
    Opere di artisti contemporanei anche non figurativi cominciano a comparire nei cimiteri.
    Maternità di Fulvio Simoncini, marmo di Pablo Atchugary.



    Cimitero di Laorca

    Il cimitero di Laorca, un quartiere di Lecco sulle pendici del Monte S.Martino, lungo il torrente Gerenzone, culla dell’industria lecchese del ferro, costituisce un esempio molto interessante di cimitero storico e paesaggistico.
    L’ ambiente è ancor oggi di forte suggestione: ai piedi del Corno Medale speroni rocciosi in cui si aprono grotte e anfratti, creano una sorta di anfiteatro naturale che ospita il cimitero, diverse cappelle private di fine Ottocento e primi Novecento), l’antica chiesa cimiteriale di San Giovanni ai morti e le cappelle della Via Crucis.
    L’insieme può definirsi un Sacromonte oggetto di forte devozione nel corso dei secoli. Dai terrazzamenti si gode uno splendido panorama della città di Lecco e del lago. Difeso dagli abitanti del quartiere attende di essere valorizzato.
    Nei primi anni del Novecento le famiglie degli industriali che avevano operato nella Valle del Gerenzone scelsero come luogo di sepoltura il cimitero di Laorca e qui edificarono le cappelle private o le tombe monumentali declinate in uno stile eclettico che coniuga classicità e liberty nella sua versione più imponente.
    Più tardo il complesso di cappelle private costruite nel 1930, Ing. Gosuè Todeschini sul terrazzamento inferiore ricavato dalla demolizione di un banco d’arenaria nel 1922.
    Questa area cimiteriale un’area cimiteriale che non si limita ai campi delle sepolture a terra, ma che si estende all’insieme delle cappelle private sul piazzale della chiesa, e sul livello sottostante e ai monumenti ai caduti edificati in momenti diversi è veramente una particolarità nella tradizione dei camposanti.
    La scelta poi, certamente non casuale, di celebrare la memoria in un ambiente naturale così affascinante e di grande suggestione , ai pedi e dentro la montagna, rende questo luogo unico e testimonia di essere destinato a chi ricorda, ossia ai vivi.

    Ed è proprio la convinzione che questi cimiteri ed le opere ancora racchiuse, destinati alla memoria, siano spazi da conservare e vivere che ha indotto una piccola associazione culturale ad insistere per forzare il pregiudizio, l’indifferenza, la ritrosia, le compatibilità economiche e le esigenze funzionali.
    Con nostra grande soddisfazione la nuova Amministrazione Comunale si sta impegnando per farsi carico di queste problematiche ed è qui con noi l’Assessore al Bilancio e ai Cimiteri del Comune di Lecco, Mario Moschetti, a cui cedo volentieri la parola per un saluto.



    Tiziana Rota, Cagliari 17 settembre 2010

Questo sito utilizza cookies tecnici per migliorare l'esperienza utente, come descritto nell'informativa Privacy